Se parlo con Te, mio Dio

Stanotte, veglia di Risalita dal Buio alla Luce, penso a quell'aggettivo pretenzioso che metto davanti al Tuo nome innominabile. "mio". È un privilegio di cui sentirsi indegni - un pensiero che misura la nostra piccolezza e la Tua infinità. Così mi sento, stanotte: incommensurabilmente piccola e inadeguata, e pure emozionata e grata, come chi riceve... Continua a leggere →

«L’attesa è lunga»

I droni sorvolano città e Paesi – fino all’altro ieri brulichio di individui in corsa dentro un tempo accelerato, acceso di luci e di rumore. Oggi, di tanta fretta passata, non è rimasta che la nostalgia: vi si sostituisce un panorama sconosciuto, la cui cifra è l’assenza. Ne ho viste le immagini spettrali al TG... Continua a leggere →

OltreConfine

Ogni partenza è un congedo: dolce a volte, altre volte amaro o inquieto o dubbioso o eccitante o chi lo sa. La partenza estiva, poi, ha un sapore diverso, tutto suo - perché è una partenza-cesura. In fondo da sempre (dall'infanzia, quando le vacanze durano tre mesi e separano le stagioni come le greche separano gli esercizi... Continua a leggere →

Codice segreto

Mi abituerò a sentirti o a decifrarti nel ticchettìo della telescrivente, nel volubile fumo dei miei sigari di Brissago. (E.M.) Alcune persone sono come un alfabeto. Un codice. Un sistema di accesso a. Perché raramente ci facciamo caso – presi come siamo da noi stessi e dal vortice della vita – ma ciascuno di noi,... Continua a leggere →

Sinestesie cristalline

“Cristallo”. Cosa racconta – a te, lettore – la voce sottile e netta di questa parola? Ai miei occhi, cristallo è parola ancipite: trasparente e argentina come l’acqua, da un canto, dall’altro impolverata dal tempo e da quell’atmosfera ottocentesca che circonda le «buone cose di pessimo gusto». Perché il cristallo è cosa un po’ consumata... Continua a leggere →

À rebours

C’è una circolarità geometrica in alcune cose della vita: aspetti, dimensioni, dettagli per i quali la fine somiglia al principio - o almeno gli estremi si toccano fino a ricongiungersi. Come in un cerchio. Lo vedo bene da qui, dal punto del cerchio virtualmente opposto al punto Zero, qui dove mi è concesso il privilegio... Continua a leggere →

Terra intacta

Penso che bisognerebbe sempre fermarsi un passo prima di aver assaporato fino in fondo una gioia, un piacere, un'emozione. Una persona, anche. Bisognerebbe evitare di bere fino all'ultimo sorso, non arrivare mai ad essere ebbri, ma conservare sempre, in un angolo dei sensi e del cuore, uno spazio vergine di cose da toccare e da... Continua a leggere →

Qui e ora

A volte forse, chi lo sa, si può essere felici di una felicità presa a prestito, magari anche di una felicità solo spiata perché la vita quel giorno ti ha fatto passare di lì in quel minuto. Precoce mattina di un lunedì novembrino. Il cielo bigio è saturo di una pioggerellina fitta e sottile, che... Continua a leggere →

Ex tenebris lux

Dire "Luce" è come dire "Vita", "Assoluto": élan vital allo stato primordiale. Ci sono giornate così accecanti da riempire di respiro ogni cellula del nostro corpo. Irresistibili. Eppure, in generale, la luce meridiana non mi somiglia fino in fondo. Amo invece da sempre i mezzi toni, le luci soffuse, le sfumature calde. Lungo l'arco luministico... Continua a leggere →

Sabbia a sperdere (oppure no)

La sabbia è frammento minimo e insieme totalità: granello e distesa. Forse sta anche qui il suo fascino silenzioso e antinomico. La Treccani la definisce «nome di massa» (qualcosa di analogo a un collettivo inanimato), privilegiando l’intero. I poeti, di lei, amano la dimensione pulviscolare. I più non si fanno domande. ‘Sabbia’. La parola, quando... Continua a leggere →

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