Incontri (dal cassetto dei pensieri antichi)

"Ripenso il tuo sorriso". Rosa contro cielo, nel giardino della mia infanzia.
E. Montale, “A K“. E poi rosa contro cielo, nel giardino della mia infanzia.

Signore, Tu lo sai,
non ho altri tesori se non le anime
che a Te è piaciuto unire alla mia.
Questi tesori me li hai affidati Tu.
(S. Teresina di Lisieux)

Inciampo stamane in questo pensiero di Teresina e così cerco e rintraccio tra i miei cassetti un appunto di qualche anno fa, che di lì nasceva. Dice così:

Le grandi Verità scelgono occasioni ordinarie per manifestarsi. Come una lezione di Letteratura latina del primo anno di università. Ricordo esattamente la mattina di secoli fa in cui, davanti a un’ode oraziana, il prof. G.F.M. se ne uscì con una lunga, strepitosa riflessione sul concetto di kairós (con corredo di esempio autobiografico) e infine chiosò trionfante: “Ci sono incontri che segnano uno spartiacque tra un prima e un poi. Sono proprio gli incontri a cambiare la vita di ognuno di noi!”.
Me la sono ripetuta nella testa una serie infinita di volte, quella sentenza. Subito, perché mi ha folgorato, toccando una corda nascosta dentro di me; e poi più tardi, quando la vita mi ha confermato che va esattamente così.
Perché non c’è dubbio: a volte capitano incontri da restarci senza fiato. Non incontri, in effetti, ma Incontri: persone che entrano nella tua vita come un vento travolgente; oppure presenze silenziose ma radicali. In ogni caso persone con cui si instaura, da subito o con il tempo, un dialogo diverso e privilegiato. Sono discorsi fatti di parole sguardi gesti pensieri silenzi attese. Sono persone con cui ci si riconosce prima ancora di conoscersi. Occhi che ti restano incollati agli occhi e anime a cui ti lega un filo misterioso, invisibile e saldo.
Cosa rara, che diventa unica quando pensi che poi ogni Incontro ha la propria, personalissima storia.

Ci sono Incontri che danno vita ad Amicizie incondizionate e irrinunciabili.
Altri da cui sbocciano Amori-Per-Sempre (coups de foudre o innamoramenti lenti e delicati).
Altri da cui s’iniziano dialoghi a distanza, eppure privatissimi e totali.
Altre volte invece capita che un Incontro non arrivi a prendere forma – e resti “effuso come un magnetismo” (Montale): una promessa che non si può realizzare; una sintonia che percepisci perfettamente, ma che non può trasformarsi in musica.
Accade, ancora, che una persona incontrata e amata ti sia portata via dalla vita. O si allontani. O che comunque quel dialogo si interrompa. Colpo di forbice. Accade.

Io non so se quel filo si possa realmente recidere. Così come non so se questi Incontri siano ‘fatali’ – o se dipendano da circostanze emotive e biografiche (se quella persona fosse capitata nella nostra vita in un momento diverso, le avremmo aperto la porta? e del resto: è un caso che sia capitata proprio in quel giornomeseannominutosecondo?).
Non lo so.
Non ho ancora capito esattamente l’economia della faccenda, che immagino comprenderemo dopo, alla fine di tutto. Penso però che ognuna di queste persone sia un’Occasione; una possibilità che la vita ci consegna, chiedendoci di decidere cosa farne.

Per questo credo che forse, alla fine, questa storia degli Incontri riguardi la persona in sé, ancora prima e meglio che la relazione tra quella persona e il suo interlocutore. Voglio dire che gli Incontri contano certamente per i sentimenti che ci legano all’altro; ma contano più di tutto perché ci obbligano a entrare in contatto con il nostro ‘io’ profondo e con le nostre scelte, la nostra responsabilità, la fedeltà a noi stessi.
Gli Incontri ci chiedono di decidere.
Poi non è che la vita si fermi lì: procede, rilancia, provoca, rimette in gioco cose e persone – e tu procedi insieme a lei con nuove amicizie, nuovi amori, nuovi Incontri. Ma certi legami non li puoi spezzare, perché scorrono sotto la pelle – e allora, anche se la vita separa, non si può fare finta che nulla sia accaduto.
Poi magari ci sono situazioni in cui ‘restare fedeli’ vuole dire semplicemente ‘non dimenticare’: rimanendo in silenzio nella distanza; accettando il fatto che la vita non sempre segue le strade che vorremmo; ma conservando, in un angolo nascosto e discreto, un capo di quel filo – disperso o sospeso o dimenticato. Custodendolo come una caparra.
Intanto la vita va oltre, inesorabile e sorprendente, a tratti dolorosa, a volte eccitante, a volte banalmente quieta: come fa sempre lei. E un nuovo, meraviglioso Incontro si profila all’orizzonte.
Ma quel passato rimane dentro il cuore come un tesoro prezioso.
SemprePerSempre.

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