Portogallo a fermata unica (di vento e luce)

Viaggio in Portogallo. Il libro di Saramago (qualche centinaio di pagine di passato picaresco e di presente senza tempo) me l'ha regalato un'amica preziosa prima della partenza, consigliandomi di accostarlo come un volume di consultazione da godere tappa su tappa, fior da fiore. "Io l'ho letto così", mi ha detto. Ne ho scorsa qualche pagina,... Continua a leggere →

Paris, ma belle

Forse ogni città appartiene intimamente a una stagione, nella quale si ammira come in uno specchio (Milano/l'autunno, Roma/l'estate, New York/l'inverno,...). O almeno, penso, è così per chi la osserva, proiettando su quello skyline una parte di sé. Parigi la bella sembra fare eccezione, così perfetta com'è in ogni mese dell'anno. Eppure, ai miei occhi, anche... Continua a leggere →

F come “Farfalla”

Nel magma incandescente della poesia del Novecento, attraversato da una radicale desacralizzazione della parola – afasica, esitante – i singoli vocaboli, così scarnificati, acquistano un’inevitabile (e antinomica) forza suggestiva, evocando mondi e inventando percorsi ora carsici, ora solo apparentemente facili, ora magici. Io seguo il cammino che è mio, di parola in parola, di curva... Continua a leggere →

“Ci vogliono i riti”

Invece a me piacciono i "riti". Quei gesti esatti (anche quando approssimativi) e prevedibili che si ripetono ogni giorno e che hanno il gusto caldo e rassicurante che avevano le cose quando eri bambino. Quegli spazi che puoi disegnare in anticipo e che rendono un minuto identico a mille altri della tua vita, ma proprio... Continua a leggere →

“Un coup de dés”?

Dentro la bocca ha tutte le vocali il bambino che canta. La sua gioia come la giacca azzurra, come i pali netti del cielo, s'apre all'aria, è il fresco della faccia che porta. Il 4 è rosso come i numeri grandi delle navi. (A. GATTO, Il 4 è rosso) Amo i numeri. La matematica mi... Continua a leggere →

Vetri e/o ricordi

"Il mantello del passato è fatto con il tessuto delle emozioni della nostra vita e cucito con i fili enigmatici del tempo. In genere non possiamo fare altro che avvolgercelo attorno alle spalle per trarne conforto, o trascinarcelo dietro mentre ci sforziamo di proseguire il nostro cammino. Ma tutto ha una causa e un senso.... Continua a leggere →

Work in progress

"Una persona amata che delude. Gli ho scritto. Impossibile che non mi risponda quel che ho detto a me stessa in nome suo. Gli uomini ci debbono quel che noi immaginiamo ci daranno. Rimetter loro questo debito. Accettare che essi siano diversi dalle creature della nostra immaginazione vuol dire imitare la rinuncia di Dio. Anch'io... Continua a leggere →

“Shantaram” o della libertà

Si può parlare di un libro prima di averlo letto (tutto)? Non lo so. So che, arrivata a pagina 103 di uno dei romanzi più acclamati e lunghi dell'ultimo decennio (Gregory David Roberts, Shantaram), non resisto alla tentazione di dire che mi pare bellissimo. Almeno per ora. Mi piace la scrittura, lenta e veloce a... Continua a leggere →

Vietato calpestare le aiuole

Davvero poche sono le cose che possiamo controllare, nella vita. Non siamo padroni di ciò che ci accade, né del tempo, degli altri, dei rapporti, del destino. Per lo più non siamo padroni neppure dei nostri sentimenti e delle emozioni, che spesso ci travolgono come il vento fa con le piume. (Anche) per questo mi... Continua a leggere →

Venezia e una donna

Di Venezia si amano i colori, le vie d'acqua, San Marco, gli odori forti, i ponti, i gondolieri, l'eccesso settecentesco dei merletti e dei profili (di una maschera, di un palazzo, di un abito). Oppure il silenzio. I campielli solitari, sottratti alla calca e all'urgenza. Come il perimetro appartato del "gheto vechio", dove si incontrano... Continua a leggere →

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