“Cristallo”. Cosa racconta – a te, lettore – la voce sottile e netta di questa parola? Ai miei occhi, cristallo è parola ancipite: trasparente e argentina come l’acqua, da un canto, dall’altro impolverata dal tempo e da quell’atmosfera ottocentesca che circonda le «buone cose di pessimo gusto». Perché il cristallo è cosa un po’ consumata... Continua a leggere →
Sabbia a sperdere (oppure no)
La sabbia è frammento minimo e insieme totalità: granello e distesa. Forse sta anche qui il suo fascino silenzioso e antinomico. La Treccani la definisce «nome di massa» (qualcosa di analogo a un collettivo inanimato), privilegiando l’intero. I poeti, di lei, amano la dimensione pulviscolare. I più non si fanno domande. ‘Sabbia’. La parola, quando... Continua a leggere →