Sinestesie cristalline

“Cristallo”. Cosa racconta – a te, lettore – la voce sottile e netta di questa parola? Ai miei occhi, cristallo è parola ancipite: trasparente e argentina come l’acqua, da un canto, dall’altro impolverata dal tempo e da quell’atmosfera ottocentesca che circonda le «buone cose di pessimo gusto». Perché il cristallo è cosa un po’ consumata... Continua a leggere →

F come “Farfalla”

Nel magma incandescente della poesia del Novecento, attraversato da una radicale desacralizzazione della parola – afasica, esitante – i singoli vocaboli, così scarnificati, acquistano un’inevitabile (e antinomica) forza suggestiva, evocando mondi e inventando percorsi ora carsici, ora solo apparentemente facili, ora magici. Io seguo il cammino che è mio, di parola in parola, di curva... Continua a leggere →

“Shantaram” o della libertà

Si può parlare di un libro prima di averlo letto (tutto)? Non lo so. So che, arrivata a pagina 103 di uno dei romanzi più acclamati e lunghi dell'ultimo decennio (Gregory David Roberts, Shantaram), non resisto alla tentazione di dire che mi pare bellissimo. Almeno per ora. Mi piace la scrittura, lenta e veloce a... Continua a leggere →

“Letteratura come vita”?

Quando la prof. spiega... le alunne disegnano! L'immagine, che ho scelto perché mette a fuoco con levità il tema della parola (semplice, colloquiale, rarefatta), è opera di un'alunna carissima, a cui vanno i miei ringraziamenti. Appassionata e fantasiosa disegnatrice, Elisa Coletti realizzò questo ritratto durante un'ora di Letteratura italiana (verosimilmente non proprio irresistibile...) Amai Amai... Continua a leggere →

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