OltreConfine

Ogni partenza è un congedo: dolce a volte, altre volte amaro o inquieto o dubbioso o eccitante o chi lo sa. La partenza estiva, poi, ha un sapore diverso, tutto suo - perché è una partenza-cesura. In fondo da sempre (dall'infanzia, quando le vacanze durano tre mesi e separano le stagioni come le greche separano gli esercizi... Continua a leggere →

À rebours

C’è una circolarità geometrica in alcune cose della vita: aspetti, dimensioni, dettagli per i quali la fine somiglia al principio - o almeno gli estremi si toccano fino a ricongiungersi. Come in un cerchio. Lo vedo bene da qui, dal punto del cerchio virtualmente opposto al punto Zero, qui dove mi è concesso il privilegio... Continua a leggere →

Portogallo a fermata unica (di vento e luce)

Viaggio in Portogallo. Il libro di Saramago (qualche centinaio di pagine di passato picaresco e di presente senza tempo) me l'ha regalato un'amica preziosa prima della partenza, consigliandomi di accostarlo come un volume di consultazione da godere tappa su tappa, fior da fiore. "Io l'ho letto così", mi ha detto. Ne ho scorsa qualche pagina,... Continua a leggere →

Paris, ma belle

Forse ogni città appartiene intimamente a una stagione, nella quale si ammira come in uno specchio (Milano/l'autunno, Roma/l'estate, New York/l'inverno,...). O almeno, penso, è così per chi la osserva, proiettando su quello skyline una parte di sé. Parigi la bella sembra fare eccezione, così perfetta com'è in ogni mese dell'anno. Eppure, ai miei occhi, anche... Continua a leggere →

Venezia e una donna

Di Venezia si amano i colori, le vie d'acqua, San Marco, gli odori forti, i ponti, i gondolieri, l'eccesso settecentesco dei merletti e dei profili (di una maschera, di un palazzo, di un abito). Oppure il silenzio. I campielli solitari, sottratti alla calca e all'urgenza. Come il perimetro appartato del "gheto vechio", dove si incontrano... Continua a leggere →

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