Davvero poche sono le cose che possiamo controllare, nella vita. Non siamo padroni di ciò che ci accade, né del tempo, degli altri, dei rapporti, del destino. Per lo più non siamo padroni neppure dei nostri sentimenti e delle emozioni, che spesso ci travolgono come il vento fa con le piume. (Anche) per questo mi ha fatto subito sorridere la frase scelta a vessillo dell’ultimo film di Sorrentino (“Tu hai detto che le emozioni sono sopravvalutate, ma è una vera stronzata. Le emozioni sono tutto quello che abbiamo”, Youth – La giovinezza). Classico esempio di pubblicità che gioca a vincere facile, puntando sull’empatia. Tutti lì ad applaudire come ad una verità rivelata. Peccato che, secondo me, quella frase sia un sublime concentrato di banalità.
Siamo arbitri di pochissimo, nelle nostre vite affannose, e tuttavia non tutto ci è sottratto. Forse varrebbe la pena di chiederci cosa ci determina e cosa possiamo (e dobbiamo) imparare a scegliere. Siamo responsabili della nostra felicità, per esempio. E siamo responsabili – credo – di ogni singola goccia di Bene e di Male che scegliamo di seminare consapevolmente sulla terra, nel cielo, nel mare, lungo la nostra strada. In noi stessi prima di tutto. E poi nel cuore e nella carne delle persone che incontriamo.
Non è mica cosa da poco: responsabilità altissima.
Forse bisognerebbe ricordarlo a se stessi, ogni mattina e ogni sera.
Più che la banalità del concetto “mi emozioni ergo sum” mi incuriosisce sempre la soluzione “economica” di un concetto di questo tipo: tutto è giustificato e giustificabile da un emozione tagliando fuori la conseguenza.
Se l’azione generata da un’emozione avesse conseguenze solo sull’attore … ma anche chissene … purtroppo – o per fortuna – non siamo su un’isola deserta e le conseguenze di ogni nostra azione sono impastate con le conseguenze delle azioni degli attori che vivono nel nostro stesso “raggio d’azione”. Ecco che il gioco di prestigio che fa osannare le masse è presto svelato. Non pensare, tanto qualsiasi cosa tu faccia va bene, soprattutto perché ti sei emozionato e questa è la tua natura.
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Amico mio, in realtà penso che – se pure le conseguenze ricadessero solo sull’attore – la “reductio ad unum” della complessità umana sarebbe sbagliata-sbagliatissima. Ma sul resto ti do ragione al 100% e nulla aggiungo. Tu mi interpreti alla perfezione. Come (quasi) sempre.
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Condivisione… credo sia questo il segreto. Un’emozione condivisa è un angolo di luce e di calore da custodire nel cuore. Qualsiasi speculazione cade dinnanzi ad un’emozione condivisa…
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