Work in progress

“Una persona amata che delude. Gli ho scritto. Impossibile che non mi risponda quel che ho detto a me stessa in nome suo.
Gli uomini ci debbono quel che noi immaginiamo ci daranno. Rimetter loro questo debito.
Accettare che essi siano diversi dalle creature della nostra immaginazione vuol dire imitare la rinuncia di Dio.
Anch’io sono altra da quella che m’immagino essere. Saperlo è il perdono.”
(SIMONE WEIL, L’ombra e la grazia)

Una delle mie citazioni preferite in assoluto: tanto impoetica quanto implacabile ed esatta. Ci faccio i conti da tredici anni.
Perdonare. O forse meglio accettare, rispettare. (Perdonare mi sembra pretesa arrogante. Roba per esseri divini: non credo ne abbiamo non dico la capacità ma nemmeno il diritto). Rispettare invece la libertà dell’altro di essere se stesso – e pure la libertà di fare cose per noi ingiuste o crudeli o meschine.
Rispettare. Non dico subire, ma rispettare, lasciando all’altro lo spazio e il tempo per diventare chi è, senza recriminazioni.
Credo sia una meta tra le più alte di una vita intera. Rinunciare alla pretesa che gli altri ci debbano ciò che è giusto. Rinunciare a controllare tutto ciò che è fuori di noi. Siamo arbitri solo della metà del nostro destino (e già quella parte è una faccenda faticosa). Sull’altra metà tocca imparare ad aprire le mani e lasciar andare.
Disse la gallina che predicava bene e razzolava come si sa.
Ma del resto la vita è un percorso a tappe e per ogni battuta d’arresto c’è una piccola conquista.
In questo caso il premio (priceless) è la nostra libertà.

2 pensieri riguardo “Work in progress

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