A volte forse, chi lo sa, si può essere felici di una felicità presa a prestito, magari anche di una felicità solo spiata perché la vita quel giorno ti ha fatto passare di lì in quel minuto.
Precoce mattina di un lunedì novembrino. Il cielo bigio è saturo di una pioggerellina fitta e sottile, che intride i vestiti e i pensieri.
La stazione è ancora (quasi) deserta.
Lui (avrà ventidue, ventitré anni), arriva con il suo ciuffo compiaciuto, il look perfettamente alla moda e quell’aria un po’ da tronista che da adulta guardi con benevola comprensione/compassione, ma che a vent’anni, lo sai, può essere una trappola pericolosa. Lei è lì, ad attenderlo – e forse il suo cuore è caduto già nella trappola: smanicato rosa in accordo con le sneakers smaglianti, borsa impeccabilmente à la page e jeans scoloriti, mentre il caschetto biondo-troppo-biondo la rassomiglia a una Carrà fuori stagione.
Lei è lì, già. E già da un po’ lo attende, senza dubbio: non sai capire immediatamente perché, ma intuisci, “avverti” che questa mattina non è uguale alle altre mattine. Pure se tu non li hai mai visti prima di oggi, quei due, ma insomma è evidente: c’è nell’aria un’attesa che arriva fino a te, mentre spii con ostentata noncuranza, appena defilata dietro la colonna grigia della pensilina. Sarà per via della sollecitudine con cui lei da qualche minuto si volta verso le scale, cercando la sagoma allungata di ‘non sai ancora chi’. Sarà per la rapidità con cui si alza quando infine lo vede sbucare dal sottopasso. Sarà per la voce da usignolo con cui gli si fa incontro. O per il sorriso che non sa trattenere, accogliendolo. Non è un giorno come gli altri.
Eppure lui non è il suo fidanzato, come forse hai immaginato, perché salutandolo lei non lo sfiora né lo bacia – non subito. Poi un bacio lieve sulle guance e un sorriso sospeso. Amica, dunque, ma forse dal cuore che trema.
Allora ecco che lei apre una shopper di cartoncino e ne estrae una torta. Ma una torta intera, formato famiglia, di quelle fatte in casa dal colore biscottato e goloso.
C’è una candelina, al centro.
“Tanti auguri…”
Lei la accende – lui la spegne.
…
Non arrivano altre parole, perché dall’altoparlante piove la voce piatta degli annunci, che anticipa il passaggio di un diretto – Allontanarsi Dalla Linea Gialla. Ma c’è un’emozione rarefatta – impalpabile e cristallina, come un’onda elettromagnetica che sprigiona dagli occhi e dai gesti per propagarsi all’intorno e investire i binari muti, gli astanti inconsapevoli, i muri scrostati e umidi, pitturati da qualche artista della notte.
Poi i vagoni del treno diretto irrompono sulla scena, scivolando veloci sulle rotaie a spezzare l’incantesimo.
Folata di vento.
Sipario.

Qui e ora
Sentimento… il sentire con i propri sensi e oltre ad essi… avvertire sensazioni proprie e altrui.
Hai colto un piccolo momento della vita di due persone che probabilmente, per quanto non eclatante, verrà conservato per sempre nello scrigno delle loro emozioni più vere.
Hai percepito il momento, lo hai vissuto con loro.
“Empatia” non rende il senso di questo dono, non comune.
Grazie per avermene reso partecipe.
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